Franco Zanghì

Analisi, cronaca e politica internazionale

Sicilia  ·  21 ottobre 2026

In Sicilia la protesta dei tir si spacca in due

Immagine generata con l'intelligenza artificiale: è una rappresentazione della vicenda, non una fotografia del fatto.

Il Comitato trasportatori siciliani ha revocato il fermo dopo il tavolo con Salvini, l'Aias lo prosegue e tiene il blocco al casello di San Gregorio. Fra le due sigle volano accuse che nessun atto ha accertato.

di Franco Zanghì

Alla barriera autostradale di San Gregorio, alle porte di Catania, i mezzi pesanti stanno fermi di traverso da quattro giorni. Il presidio ha retto anche la notte fra lunedì e martedì, nella nebbia, mentre le automobili passavano a fatica. A tenerlo non sono automobilisti o manifestanti esterni: sono altri autotrasportatori.

La protesta contro il caro gasolio, che da giorni blocca il Sud e la Sicilia, si è spaccata in due. E la frattura non passa fra i camionisti e il governo, ma fra due sigle della stessa categoria.

Il tavolo di Milano e il miliardo annunciato

Lunedì 20 ottobre, in Prefettura a Milano, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha incontrato i rappresentanti nazionali dell'autotrasporto. Dall'incontro è uscito l'annuncio di 1 miliardo di risorse sbloccate, ferme, secondo il ministro, per motivi burocratici, di pagamenti a 32 mila aziende entro novembre, della ricerca di altri 150 milioni e di un secondo tavolo fissato per il 27 ottobre. «La situazione non è risolta, è l'inizio di un percorso», ha detto Salvini.

Le associazioni nazionali hanno messo in fila le cifre. Per Conftrasporto, con il presidente Pasquale Russo, i 430 milioni già stanziati salgono a circa 480 e coprono il 70 per cento del maggior costo del gasolio da maggio ad agosto. Unatras ha aggiunto lo sblocco dei crediti d'imposta e una norma che renda automatico l'adeguamento del costo del carburante.

Una sigla revoca il fermo, l'altra lo prosegue

Con quelle carte in mano, lunedì pomeriggio, il Comitato trasportatori siciliani ha revocato il fermo, mantenendo lo stato di agitazione e invitando i propri associati a tornare al lavoro.

L'Associazione imprese autotrasportatori siciliani, l'Aias, ha deciso il contrario. Riunita martedì mattina all'interporto di Catania, ha stabilito «all'unanimità» di proseguire lo sciopero. Il presidio alla barriera della A18 è rimasto dov'era.

Le accuse, la replica e quello che nessun atto stabilisce

All'alba di martedì il Comitato ha chiesto l'intervento del prefetto e del questore di Catania sul casello di San Gregorio e sull'area portuale. Il portavoce Salvatore Bella ha parlato di autotrasportatori impediti nel lavoro, di minacce dirette e di gomme tagliate, attribuendo quelle condotte a un gruppo che fa capo a Giuseppe Richichi.

Richichi, presidente dell'Aias, ha respinto le accuse: «Ma quali violenze? Le uniche violenze sono quelle che subisce la povera gente che sciopera per il caro gasolio». Sul vertice di Milano ha aggiunto che sono stati sbloccati soltanto i fondi del mare bonus. Sul presidio ha assicurato che continuerà «in maniera pacifica, senza impedire a chi vuole andare a lavoro di farlo».

Allo stato, su questi episodi non risulta alcun procedimento e nessuno risulta indagato: restano un'accusa di parte e la replica di chi è stato chiamato in causa.

Palermo, e il conto che paga l'isola

A Palermo la frattura si ripete con parole diverse. Al varco Santa Lucia, in via Crispi, un gruppo di camionisti mantiene il presidio e lascia i mezzi davanti al molo. Il loro portavoce, Vincenzo Tedesco, sostiene che il Comitato non li rappresenta e che non muoveranno «un dito» fino a quando non potranno trattare.

Intanto gli effetti si vedono nei negozi. Nel Ragusano hanno chiuso temporaneamente tutti e 6 i ristoranti McDonald's della provincia, fra Ragusa, Marina di Ragusa, Vittoria, Modica e Pozzallo, con circa 300 dipendenti fermi in attesa che riprendano le consegne. A Siracusa i rifornimenti mancanti riguardano acqua e verdura.

Che cosa resta aperto

Sul vertice di Milano circolano due racconti opposti. Il governo dichiara di avere sbloccato 1 miliardo e di avere avviato i pagamenti; chi resta fermo sostiene che sia arrivato soltanto il mare bonus. Sono due versioni dello stesso incontro, e il tavolo del 27 ottobre arriverà con una categoria divisa.