Geopolitica · 26 ottobre 2026
Lula rieletto, e il ballottaggio resta segnato dalle due ore di un giudice
Alle 17 di domenica i seggi brasiliani dovevano chiudere. Un giudice della Corte suprema, in passato avvocato personale di Lula, ha concesso due ore in più a tutto il paese. Lula ha vinto con poco più del 51 per cento, Flávio Bolsonaro chiede l'annullamento.
di Franco Zanghì
Alle 17 di domenica 25 ottobre, ora di Brasília, i seggi del ballottaggio brasiliano dovevano chiudere. Non hanno chiuso. Un giudice del Tribunale supremo federale, Cristiano Zanin, ha disposto due ore in più: fino alle 19 locali, le 23 italiane. Lo scrutinio, che era già cominciato, si è fermato e ha dovuto aspettare.
La decisione è arrivata dopo la richiesta del comitato elettorale di Lula, la squadra che organizza la sua candidatura, che segnalava disservizi nei trasporti pubblici, a Salvador e a San Paolo. Anche il comitato di Flávio Bolsonaro aveva chiesto una proroga, citando le forti piogge in alcuni comuni di San Paolo, del Paraná e di Santa Catarina. Erano due richieste locali. La prima decisione, invece, è valsa per l'intero paese; poco dopo è arrivata una seconda comunicazione, che restringeva la proroga ai soli seggi dove le operazioni di voto non erano ancora concluse. In mezzo, nei seggi già chiusi, è successo quello che era prevedibile: elettori arrivati dopo l'orario citando la decisione della Corte e rimandati a casa, perché il personale se n'era già andato.
L'organo competente non si era espresso
C'è un secondo fatto, e pesa quanto il primo. Il voto in Brasile non lo gestisce la Corte suprema: lo gestisce il Tribunale superiore elettorale, che è l'organo competente, e che non si era ancora pronunciato. Il suo presidente aveva detto che avrebbe valutato, ricordando che nel 2022 una richiesta simile era stata respinta, perché i problemi segnalati non avevano impedito di votare.
Non sto dicendo che ci sia stata un'irregolarità. Non lo sappiamo, e nessuna prova è stata mostrata. Ma la domanda si può fare, e resta in piedi anche a urne chiuse: perché una decisione valida per tutto il paese, presa da un solo giudice della Corte suprema, nominato da Lula nel 2023 e in passato suo avvocato personale, su richiesta del comitato di Lula, mentre l'organo che quel voto lo amministra non aveva deciso niente.
Il risultato, e il ricorso
Lo scrutinio è ripartito e il risultato è arrivato nella notte italiana: Lula ha ottenuto poco più del 51 per cento dei voti, Flávio Bolsonaro poco più del 48. Sarà il quarto mandato di Lula. Lo scarto, a schede quasi tutte contate, è di qualche milione di voti su un corpo elettorale che sfiora i 160 milioni di persone, con il voto obbligatorio.
Flávio Bolsonaro non ha riconosciuto la vittoria e ha annunciato che chiederà l'annullamento del voto. Il suo argomento è proprio quello delle due ore: dice di non poter sapere quanti voti avrebbe preso negli Stati dove le urne non sono state riaperte, e contesta che a decidere sia stato un giudice della Corte suprema e non il tribunale elettorale. Ha accusato anche di aver fatto allontanare gli ispettori del suo partito dalla sala dello spoglio: un'accusa che, al momento, non ha trovato riscontri. L'esito del ricorso non si conosce.
Intanto alcuni parlamentari di opposizione hanno annunciato richieste di rimozione del giudice Zanin. È una strada lunga e quasi sempre senza sbocco: la competenza è del Senato federale, e la procedura non parte senza il via libera della presidenza dell'assemblea.
Resta il punto di fondo, che non riguarda soltanto il Brasile. Un voto si tiene insieme con le regole conosciute prima, non con le decisioni prese mentre si contano le schede. Quelle due ore non hanno cambiato il vincitore, con ogni probabilità; hanno però consegnato allo sconfitto un argomento che userà per anni, e hanno tolto qualcosa alla credibilità del risultato. È un prezzo che si paga dopo, e lo pagano tutti.
Fonti
- Il Post, «In Brasile si sono complicate le operazioni di voto», 25 ottobre 2026
- Il Post, «In Brasile è stato rieletto Lula», 26 ottobre 2026
- il Giornale, Francesca Salvatore, «Brasile, chi è Cristiano Zanin: il giudice di Lula che ha prolungato il voto», 26 ottobre 2026
- Siena Post, «Lula rieletto in Brasile: la rimonta, le due ore di Zanin e il ricorso di Bolsonaro», 26 ottobre 2026
- AGI, «Lula vince il ballottaggio, è di nuovo presidente del Brasile», 26 ottobre 2026
- Il Messaggero, «Lula rieletto presidente del Brasile con il 51,74 per cento», 26 ottobre 2026
Dato provvisorio alla pubblicazione: le percentuali finali oscillano fra il 51,7 e il 51,8 per cento per Lula a seconda della percentuale di schede scrutinate al momento della rilevazione, e la proclamazione ufficiale non era ancora intervenuta. Il ricorso annunciato da Flávio Bolsonaro non era stato depositato e nessun organo si era pronunciato. L'ora esatta in cui il giudice Zanin ha firmato il provvedimento è riportata in modo diverso dalle fonti italiane.
