Franco Zanghì

Analisi, cronaca e politica internazionale

Politica italiana  ·  31 ottobre 2026

Il campo largo fissa il calendario: programma a novembre, primarie a febbraio

Immagine generata con l'intelligenza artificiale: è una rappresentazione della vicenda, non una fotografia del fatto.

Una riunione a distanza fra Schlein, Conte, Bonelli e Fratoianni chiude con una nota firmata insieme. La data c'è, le regole no: non si sa chi vota, come si vota e chi si candida.

di Franco Zanghì

Il campo largo ha un calendario. Dalla settimana prossima i tavoli sul programma, il programma chiuso entro novembre, le primarie entro febbraio. L'hanno deciso Elly Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni in una riunione a distanza, e l'hanno messo in una nota firmata insieme. La data è la parte facile: la parte difficile è tutto quello che nella nota non c'è.

Che cosa dice la nota

Tre decisioni. La prima: il confronto sul programma di coalizione parte dalla settimana prossima e va chiuso entro novembre. La seconda: ai tavoli partecipano le forze di opposizione rappresentate in Parlamento che condividono, scrivono i quattro, l'urgenza di costruire un'alternativa di governo alla destra. La terza: le primarie si tengono entro febbraio.

Il motivo lo spiegano loro stessi: assicurare una leadership pienamente sostenuta da ogni forza del campo progressista. Tradotto: chi vince guida la coalizione e gli altri lo seguono.

Quello che manca

Manca chi si candida. Il Partito democratico punta su Elly Schlein. Giuseppe Conte, nelle ultime settimane, si è presentato come la vera alternativa a Giorgia Meloni; fino a poco tempo fa proponeva che tutti i leader facessero un passo indietro per lasciare spazio a una figura terza, e quella proposta non è passata. Salvo sorprese, le primarie saranno un duello fra i due.

Mancano le regole: la data precisa, chi può votare, come si vota. E manca l'elenco dei partiti: la nota parla di forze di opposizione in Parlamento e non nomina nessuno oltre ai firmatari, mentre secondo Il Foglio ai tavoli siederanno anche Matteo Renzi e le altre formazioni di centro.

Manca soprattutto l'Ucraina. Su quel punto Schlein e Conte si sono scontrati più volte in pubblico. Ad agosto, rispondendo proprio a Conte, Schlein aveva messo in fila le priorità in quest'ordine: prima il programma, poi le primarie. E Fratoianni, nello stesso periodo, secondo Il Foglio aveva detto che chi vince le primarie non è automaticamente il leader; oggi firma una nota che lega le primarie a una leadership sostenuta da tutti.

Perché un mese è poco

Il Partito democratico ha ottenuto quello che chiedeva, cioè il programma prima delle primarie, e una data è meglio di nessuna data. Ma un programma comune su tasse, Europa e Ucraina, scritto in un mese da chi su quei temi non è d'accordo, rischia di essere un elenco di buone intenzioni.

Il Movimento cinque stelle resta il nodo di questa coalizione. Conte ha cambiato posizione sull'Ucraina, sulle alleanze e sul proprio ruolo tante volte che oggi è difficile dire che cosa voglia, se non la premiership. Chi ha governato con la Lega e poi con il Partito democratico, nella stessa legislatura, non è nella posizione di chiedere coerenza agli altri. Alleanza Verdi e Sinistra, che ha spinto per fare in fretta, adesso ha il suo calendario e al tavolo porterà la richiesta di sempre: più tasse su chi ha di più.

La domanda, quindi, non è se le primarie si faranno entro febbraio. È che cosa succede se le vince Conte, e il partito più grande della coalizione si trova a seguire un leader che sulla politica estera la pensa in un altro modo. E che cosa succede se le vince Schlein, e il Movimento decide che non è d'accordo.