Cronaca · 31 ottobre 2026
Rivolta nel carcere di Trapani: danni e cancelli aperti nel Mediterraneo
Agenti richiamati dal giorno libero, intervento del reparto specializzato, forze di polizia schierate all'esterno. I sindacati denunciano 600 detenuti in 480 posti e un reparto che chiedono di chiudere da tempo.
di Franco Zanghì
Nel carcere Pietro Cerulli di Trapani un gruppo di detenuti ha dato vita a una protesta. Danneggiamenti, cancelli aperti, agenti richiamati in servizio dal giorno libero. La cosa che preoccupa di più non è la protesta: è quanto è stato facile.
Che cosa è accaduto
Secondo i sindacati della polizia penitenziaria Sappe e Consipe i disordini sono scoppiati nel reparto Mediterraneo. I detenuti hanno provocato danneggiamenti e sono riusciti ad aprire i cancelli che portano ai cortili dei passeggi. È scattato un dispositivo straordinario: richiamati gli agenti liberi dal turno, arrivato il Gruppo di intervento operativo, cioè il reparto specializzato, e allertate le altre forze di polizia per il controllo esterno.
I cortili dei passeggi sono gli spazi all'aperto dove i detenuti trascorrono le ore d'aria, e i cancelli che li separano dai reparti sono una delle barriere interne su cui si regge la divisione di un carcere in settori. Aprirli non significa uscire dall'istituto, che ha un muro di cinta e un controllo esterno: significa che una parte della struttura, per un tempo, ha smesso di essere divisa come dovrebbe.
Il Gruppo di intervento operativo è il reparto della polizia penitenziaria che viene chiamato quando il personale di turno non basta: arriva da fuori, è addestrato a riprendere il controllo di un settore e il suo impiego è, di per sé, la misura di quanto l'episodio fosse oltre la normale gestione.
I motivi della protesta, dicono gli stessi sindacati, non si conoscono ancora. Secondo il racconto de La Sicilia i detenuti avrebbero sfondato anche muri interni e si sarebbero ripresi con i telefoni, diffondendo poi i video.
Quello che i sindacati denunciano
Secondo la Uil, a Trapani ci sono quasi 600 detenuti in 480 posti, e gli agenti sono molti meno di quelli che servirebbero. Il reparto Mediterraneo, dicono, è fatiscente: la Uil ne chiede la chiusura da tempo.
Il rapporto fra detenuti e posti è il numero con cui si misura il sovraffollamento, e quando supera stabilmente la capienza prevista pesa su tutto il resto: le ore d'aria, i trasferimenti, la sorveglianza nei reparti più vecchi. Il personale, dal suo punto di vista, legge quei numeri in un modo solo: più persone da controllare con meno agenti, e turni allungati per coprire i vuoti.
Restano due domande. Se un gruppo di detenuti riesce ad aprire i cancelli, quanto è sicuro quel reparto? E per quanto ancora si può chiedere agli agenti di tappare i buchi con i turni lunghi? La sicurezza di un carcere non è soltanto quella di chi ci lavora: è quella di tutta la città.
Fonti
- Giornale di Sicilia, «Trapani, rivolta in carcere. Protestano i sindacati: serve personale», 30 ottobre 2026
- LiveSicilia, «Disordini nel carcere di Trapani, detenuti aprono i cancelli dei cortili», 30 ottobre 2026
- La Sicilia, «Rivolta al carcere Pietro Cerulli: detenuti sfondano muri interni e si filmano», 30 ottobre 2026
- TrapaniOggi, «Protesta nel carcere Pietro Cerulli. Sappe: detenuti danneggiano reparto Mediterraneo», 30 ottobre 2026
- Tp24, «Rivolta nel carcere di Trapani. I sindacati: struttura fatiscente e poco personale», 30 ottobre 2026
I motivi della protesta non sono noti. I numeri su detenuti e personale sono quelli forniti dai sindacati e non da dati ufficiali dell'amministrazione penitenziaria.
