Franco Zanghì

Analisi, cronaca e politica internazionale

Politica italiana  ·  31 ottobre 2026

De Luca si allea con il centrodestra ma non entra in Fratelli d'Italia

Immagine generata con l'intelligenza artificiale: è una rappresentazione della vicenda, non una fotografia del fatto.

Simbolo nuovo con il suo nome, videomessaggio di Giorgia Meloni, obiettivo dichiarato il 3 per cento. In Sicilia, però, De Luca dice che per la Regione non chiede l'appoggio della coalizione.

di Franco Zanghì

Un simbolo nuovo, con il suo nome sopra: Sud chiama Nord, Sindaci d'Italia. E un videomessaggio della presidente del Consiglio. A Roma, chiudendo la sua convention, Cateno De Luca ha messo la firma sull'alleanza con il centrodestra per le prossime elezioni politiche.

Che cosa è stato deciso

La convention si chiamava «L'Italia dei territori» e si è tenuta a Roma per tre giorni. Il movimento adesso si chiama Sud chiama Nord, Sindaci d'Italia, e De Luca ne è il portavoce unico. Alle politiche correrà con la sua lista dentro la coalizione di centrodestra, con l'obiettivo dichiarato di superare il 3 per cento ed essere determinante.

La soglia del 3 per cento è quella che una lista deve superare, alle elezioni politiche, per avere seggi nella quota proporzionale: è il motivo per cui quel numero torna in ogni dichiarazione di De Luca e misura, da solo, la differenza fra una lista che pesa nella coalizione e una che non pesa.

Un punto va chiarito, perché è stato letto in modo sbagliato: non è un'iscrizione a Fratelli d'Italia, è un'alleanza elettorale. Lo ha sottolineato anche il presidente dell'Assemblea regionale siciliana, Gaetano Galvagno, presente alla giornata finale: ha apprezzato, ha detto, che l'intesa con il centrodestra arrivi senza confluire in un altro partito.

Meloni, in collegamento video, ha parlato di una scelta di campo e ha detto che l'Italia si governa con i territori. Dal palco De Luca ha attaccato Roberto Vannacci con parole pesanti, ha riferito di aver offerto una candidatura a Renzo Bossi, il figlio di Umberto, che secondo lui ci sta pensando, e ha aggiunto una previsione: si voterà il 9 e il 10 maggio. Quella data, per ora, è soltanto sua.

E la Sicilia

De Luca sostiene che la partita nazionale e quella regionale non si incrociano. Il suo obiettivo resta la presidenza della Regione e per arrivarci, dice, non chiede l'appoggio del centrodestra. «Non sono candidato a nessun ministero», ha aggiunto. «Non sono in vendita».

Le domande, quindi, sono due. Si può stare con Meloni a Roma e, in Sicilia, correre per la Regione senza il centrodestra? E gli alleati siciliani, a partire da Fratelli d'Italia, come la prenderanno? Le risposte arriveranno avvicinandosi alle Regionali, e lì si capirà se questa alleanza regge.