Franco Zanghì

Analisi, cronaca e politica internazionale

Geopolitica  ·  29 ottobre 2026

Gli Stati Uniti avvertono gli alleati: nuovi attacchi all'Iran dopo il voto

Immagine generata con l'intelligenza artificiale: è una rappresentazione della vicenda, non una fotografia del fatto.

Secondo l'Associated Press, Washington ha chiesto ai paesi del Medio Oriente di prepararsi a una nuova fase militare contro Teheran subito dopo le elezioni del 3 novembre, e alla ritorsione che ne seguirebbe.

di Franco Zanghì

Washington ha avvisato i suoi alleati in Medio Oriente: tenetevi pronti, perché dopo il voto del 3 novembre gli attacchi contro l'Iran potrebbero riprendere. E tenetevi pronti anche alla risposta di Teheran, che potrebbe colpire proprio voi.

Lo ha scritto l'agenzia americana Associated Press, che cita due diplomatici informati sulla vicenda. Secondo il loro racconto, funzionari americani hanno detto a diversi paesi della regione di prepararsi a una nuova fase militare contro l'Iran subito dopo le elezioni di metà mandato, un ciclo di attacchi che potrebbe durare diversi giorni. Agli alleati è stato chiesto di prendere precauzioni, perché la ritorsione iraniana potrebbe colpire impianti energetici e altre infrastrutture vitali. Nei giorni scorsi il Wall Street Journal aveva scritto che i paesi del Golfo erano già stati avvertiti di una possibile escalation.

Perché riguarda anche l'Italia

Per tre ragioni. Da marzo l'Italia manda sistemi di difesa contro missili e droni ai paesi del Golfo che li hanno chiesti, come il Kuwait e il Qatar. Da quella regione arriva una parte importante dell'energia che consumiamo. E lo Stretto di Hormuz, da cui prima della guerra passava un quinto del petrolio e del gas del mondo, resta in mano all'Iran, che colpisce le navi che lo attraversano senza il suo permesso.

A che punto è la guerra

La guerra è cominciata il 28 febbraio, con gli attacchi di Stati Uniti e Israele. In primavera è arrivata una tregua, che a luglio è crollata. Da allora la marina americana blocca i porti iraniani e l'Iran tiene in pugno Hormuz. La trattativa c'è, con il Qatar a fare da mediatore, ma secondo l'agenzia Reuters l'Iran ha respinto l'ultima proposta: un pacchetto che dava sette giorni per arrivare al cessate il fuoco, liquidato da un alto funzionario iraniano come un insieme di idee inaccettabili, non un'offerta.

E poi c'è il calendario. L'8 ottobre Trump aveva promesso che non avrebbe attaccato l'Iran prima del voto. Nei giorni scorsi, secondo il sito americano The Hill, il Comando centrale ha preparato le opzioni per un nuovo attacco e le ha presentate al segretario alla Difesa Hegseth. La decisione resta al presidente, che alla domanda su nuovi attacchi ha risposto che tutto è possibile.

Che cosa dicono gli analisti

Per Gregory Brew, che segue l'Iran per la società di analisi Eurasia Group, è piuttosto probabile che gli attacchi riprendano dopo il voto, e i dirigenti iraniani stanno facendo capire che questa volta la loro risposta sarebbe più ampia e più aggressiva di quella di inizio anno. Mohammad Ghaedi, che insegna scienze politiche alla George Washington University, la legge diversamente: per lui Teheran usa l'escalation come uno strumento controllato, per trattare, e ha poco interesse a spingere il conflitto molto più in alto.

La lettura di chi scrive è questa: la prossima data di questa guerra non la decide il campo di battaglia, la decide il calendario elettorale americano. E il conto della ritorsione, se arriverà, lo pagherebbero prima di tutto i vicini dell'Iran.

Da guardare adesso: il 3 novembre e i giorni subito dopo. Se Washington riapre la strada della mediazione del Qatar, lo stallo può reggere ancora. Se invece riparte il Comando centrale, la partita si sposta sugli impianti energetici del Golfo, ed è lì che si capirà quanto è seria la promessa iraniana di una risposta più dura.

Fonti

  1. Associated Press, «US warns allies to prepare for possible Iran strikes, retaliation after elections», 28 ottobre 2026
  2. The Wall Street Journal, sui paesi del Golfo informati di una possibile escalation, ottobre 2026
  3. The Hill, sulle opzioni del Comando centrale presentate al segretario alla Difesa, 24 ottobre 2026
  4. Reuters, sul rifiuto iraniano della proposta del Qatar, 28 ottobre 2026
  5. Middle East Eye, «US warns Gulf of intense strikes on Iran after midterms», ottobre 2026
  6. Agenzia Nova, «Usa avvertono gli alleati del Golfo: nuova offensiva contro l'Iran dopo le elezioni», ottobre 2026
  7. Al Jazeera, sui volumi di petrolio e gas che passano da Hormuz, 20 ottobre 2026

La notizia dell'Associated Press poggia su due fonti diplomatiche anonime. Alla data di pubblicazione non risultano reazioni ufficiali iraniane all'articolo.