Franco Zanghì

Analisi, cronaca e politica internazionale

Sicilia  ·  30 ottobre 2026

Rafforzata la scorta a La Vardera dopo le denunce sugli appalti negli ospedali

Immagine generata con l'intelligenza artificiale: è una rappresentazione della vicenda, non una fotografia del fatto.

Il deputato regionale aveva denunciato presunte infiltrazioni mafiose nelle imprese di pulizie degli ospedali palermitani. Sulle sue segnalazioni lavorano la commissione regionale Antimafia e la Guardia di finanza.

di Franco Zanghì

Villa Sofia Cervello è un ospedale di Palermo, dove ogni giorno entrano malati, medici, infermieri. E imprese di pulizie. Proprio su quelle imprese il deputato regionale Ismaele La Vardera ha denunciato presunte infiltrazioni mafiose. Adesso lo Stato ha deciso che va protetto di più.

La decisione, scrive La Sicilia, è stata presa dal Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica. La Vardera, leader di Controcorrente, la racconta così: ha ricevuto la comunicazione dal reparto scorte, e il livello di protezione è stato alzato su disposizione dell'Ufficio centrale per la sicurezza. La motivazione ufficiale, dice, non la conosce.

Le sue denunce sulle pulizie negli ospedali palermitani sono arrivate alla commissione regionale Antimafia, e secondo La Sicilia ci sta lavorando la Guardia di finanza. La protezione, va detto, non è una novità assoluta: La Vardera la scorta ce l'aveva già da un anno. Quello che cambia oggi è il livello, alzato dopo che quelle denunce sono diventate pubbliche.

I collegamenti li fa lui

La Vardera va oltre. Ricorda che la scorta gli era stata assegnata un anno fa, dopo la vicenda di Mondello, e collega le due storie: indica come comune denominatore una famiglia mafiosa palermitana, e chiama in causa anche alcuni boss per le assunzioni di loro familiari nell'amministrazione regionale. Chiude con un messaggio: non mi fate paura, fuori la mafia dalla Regione.

Questi collegamenti, va detto con chiarezza, li fa il deputato. Gli accertamenti sono in corso e, da quanto è pubblico, su chi gestisce quelle pulizie non c'è nessuna conclusione. Per chiunque sia chiamato in causa vale la presunzione d'innocenza.

Il punto

Resta un fatto. In Sicilia, oggi, un deputato che va a guardare chi pulisce i corridoi di un ospedale si ritrova con la scorta rafforzata. Vuol dire che negli appalti, anche in quelli che sembrano piccoli, ci sono interessi che fanno paura. E se fanno paura a un deputato con la scorta, è facile immaginare che cosa significhino per il piccolo imprenditore onesto che quell'appalto non lo vince mai.