Politica italiana · 31 ottobre 2026
Meloni chiude a Vannacci: «Voglio governare senza ricatti»
La frase è in un libro di Bruno Vespa anticipato dall'Ansa. Il leader di Futuro nazionale risponde che a 30 o 40 giorni dal voto la presidente del Consiglio prenderà le sue decisioni: un'attesa che somiglia a un avvertimento.
di Franco Zanghì
Giorgia Meloni ha escluso l'alleanza con Roberto Vannacci, e lo ha fatto con una parola precisa: ricatto. Roberto Vannacci ha risposto che la decisione, a suo giudizio, non è ancora presa. Le due frasi, messe una accanto all'altra, dicono più della polemica di giornata.
Dove nasce la frase
Il passaggio è in «Storia della Seconda Repubblica», il libro di Bruno Vespa che esce lunedì per Mondadori e Rai Libri, e di cui l'Ansa ha anticipato alcune pagine. Vespa chiede alla presidente del Consiglio perché non si allei con il leader di Futuro nazionale. La risposta: «Voglio chiedere agli italiani di continuare a governare senza ricatti. Non ero ricattabile prima, non mi sono fatta ricattare in questi anni di governo, non intendo esserlo domani».
Nelle stesse pagine Meloni dice di volere tornare al governo con il centrodestra che si conosce, arricchito dai nuovi movimenti civici. E sull'Ucraina mette per iscritto una cosa che pochi leader dicono ad alta voce: che l'appoggio a Kiev può avere un prezzo politico, che una parte dei suoi elettori può non essere d'accordo e che non intende cambiare posizione, perché un mondo in cui vale solo la legge del più forte non conviene all'Italia.
La risposta del generale
Vannacci ha replicato a Rai Radio1, nella trasmissione «Un giorno da pecora». Di quello che dice Meloni, ha spiegato, gli interessa fino a un certo punto: a lui interessa il suo partito. Ha elencato le sue linee rosse. Ha chiamato «gli sgherri di Meloni» chi nel centrodestra ha parlato di incompatibilità con lui, e ha fatto i nomi di Ignazio La Russa, Licia Ronzulli, Antonio Tajani e Roberto Occhiuto. Poi la frase che conta: a 30 o 40 giorni dalle elezioni, la presidente del Consiglio prenderà le sue decisioni.
Non è una risposta, è una scommessa. Vannacci scommette che quando i sondaggi diranno che il centrodestra ha bisogno anche dei suoi voti, Meloni tornerà a bussare. Ed è esattamente quello che la presidente del Consiglio ha chiamato ricatto: lui non lo nega, lo conferma e ci mette perfino la data. È un avvertimento travestito da attesa.
Due modi di stare in politica
Nello stesso giorno, da una parte c'è una posizione che costa voti e viene tenuta comunque, quella sull'Ucraina; dall'altra una provocazione che non costa niente, cioè chiamare sgherri il presidente del Senato e il ministro degli Esteri. Un partito che ha come programma le proprie linee rosse, e come strategia l'attesa che gli altri abbiano bisogno di lui, non sta costruendo un'alternativa: sta costruendo un prezzo.
C'è anche un dettaglio che dice molto. I nomi attaccati da Vannacci non sono soltanto di Fratelli d'Italia: ci sono Antonio Tajani, segretario di Forza Italia, e Roberto Occhiuto, presidente della Calabria. Forza Italia, che su questo tiene la posizione più moderata e garantista della coalizione, fa bene a tenere il punto.
Il problema politico, però, resta. Se il centrodestra va al voto diviso a destra, ogni voto che va a Futuro nazionale è un voto che non va alla coalizione. Meloni lo sa, e ha scelto di pagare quel prezzo adesso invece di pagarne uno più alto dopo, con un alleato che il giorno dopo le elezioni torna a dettare condizioni.
La domanda vera, allora, non è se Meloni cambierà idea a 30 o 40 giorni dal voto. È un'altra: gli elettori di centrodestra vogliono un governo che decide, o un governo che tratta ogni settimana con chi alza il prezzo?
Fonti
- Ansa, «Botta e risposta tra Meloni e Vannacci: governo senza ricatti, la replica del generale», 30 ottobre 2026
- Ansa, «Meloni, l'appoggio a Kiev può avere un prezzo politico ma non cambio posizione», 30 ottobre 2026
- Il Giornale, «Meloni: Vannacci? Chiederò agli italiani di continuare a governare senza ricatti», 30 ottobre 2026
- Gazzetta del Sud, «Meloni stoppa l'alleanza con Vannacci: voglio continuare a governare senza ricatti», 30 ottobre 2026
- Il Sole 24 Ore, Radiocor, «Governo: Meloni, allearsi con Vannacci? Non intendo essere ricattabile», 30 ottobre 2026
- Bruno Vespa, «Storia della Seconda Repubblica», Mondadori e Rai Libri, in libreria da lunedì
Il libro non è ancora in libreria: le frasi circolano nell'anticipazione d'agenzia. Lo scambio è proseguito dopo la stesura, con Meloni che ha attribuito a Vannacci l'obiettivo di far perdere il centrodestra e il generale che ha replicato con un'altra domanda.
