Cronaca · 25 ottobre 2026
La revoca della cittadinanza c'è già dal 2018, e su questo caso non si applica
Youssef Siher, 30 anni, italiano di seconda generazione, è in carcere a Milano: la Procura lo indica come l'amministratore del Movimento 17 ottobre. Attorno al suo nome la politica discute di cittadinanza, e quasi nessuno è andato a leggere la norma.
di Franco Zanghì
In questi giorni la revoca della cittadinanza agli italiani di seconda generazione viene evocata come se fosse una proposta da scrivere. È già scritta: sta nell'articolo 10-bis della legge 91 del 1992, è in vigore dal 2018, e nelle prime pagine di questa settimana non compare quasi mai.
Quel comma non parla di stranieri. Parla di chi la cittadinanza italiana l'ha acquisita, e il primo dei casi previsti è questo: nato in Italia da genitori stranieri, vissuto qui senza interruzioni, diventato italiano a 18 anni. Per quella persona la revoca è prevista a due condizioni: una condanna definitiva per terrorismo o per eversione dell'ordine costituzionale, e un'altra cittadinanza che l'interessato abbia o possa acquisire, perché nessuno Stato può fabbricare un apolide. Serve poi un decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del ministro dell'Interno.
Quel limite non è eterno: ce l'ha messo il disegno di legge sicurezza del 2024, che nella stessa occasione ha allungato da 3 a 10 anni il tempo entro cui la revoca si può disporre.
Il caso che ha riaperto la discussione
Youssef Siher ha 30 anni, è un italiano di seconda generazione cresciuto nel Bresciano; la famiglia è marocchina, anche se parecchia stampa in questi giorni lo ha scritto palestinese. La Procura di Milano lo indica come l'amministratore della pagina Instagram e del canale Telegram del Movimento 17 ottobre. È stato fermato nella tarda serata di sabato 24 ottobre a Milano, in casa di un'amica, e dalla stessa notte è nel carcere di San Vittore, in isolamento. La Procura ha annunciato la richiesta di convalida del fermo.
Gli viene contestata l'istigazione a delinquere, aggravata dall'uso del mezzo informatico e dalla finalità di terrorismo ed eversione dell'ordine democratico, insieme alla violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche, il reato introdotto pochi giorni fa dal decreto sicurezza. È indagato, non condannato: fino alla sentenza definitiva vale per lui la presunzione d'innocenza. In concorso è indagata anche la moglie, 32 anni, di origini libanesi, nata e cresciuta a Como, che resta a piede libero.
Mettiamo in fila le due condizioni. Condanna definitiva: non c'è, e nella migliore delle ipotesi arriverebbe fra anni. Altra cittadinanza: non è noto con quale titolo Siher sia diventato italiano, e da quel titolo dipende se la norma lo riguardi. Chi agita la revoca agita uno strumento che su questo caso, oggi, non esiste; e vale anche per chi grida alla deriva.
Dove sto io, e dove il governo si è allungato
Su questo sto con la cautela del centrodestra, e preferisco dirlo invece di lasciarlo capire. Non per il colore della pelle di nessuno, ma perché la cittadinanza è un vincolo definitivo, e si concede dopo aver verificato che il patto sia reciproco. Chi ha messo a ferro e fuoco piazza Duomo, però, quel patto lo aveva già firmato alla nascita: è il motivo per cui il problema è più difficile di come lo raccontano nelle due direzioni opposte.
Proprio perché sto da quella parte, devo dire dove il governo si è allungato. Ha costruito un racconto su una regia, mentre il suo stesso ministro dell'Interno ha dichiarato che non c'è nessuna evidenza che quei ragazzi fossero manovrati, né alcun legame con la Francia o con la Russia. Ha presentato Siher come ricercatore dell'Istituto per gli studi di politica internazionale, e l'istituto ha precisato che si trattò di uno stage nel 2024. Ha citato al presente una firma sul Fatto Quotidiano interrotta un anno e mezzo fa.
C'è poi una cosa che riguarda l'altra parte. I nomi degli amministratori del Movimento 17 ottobre sono comparsi per primi su un canale Telegram di estrema destra, che li ha diffusi in rete, e soltanto dopo il movimento ha revocato la mobilitazione: lo ha ricostruito il Sole 24 Ore. Un gruppo che si definisce la vera estrema destra italiana ha fatto in 24 ore un lavoro che un sistema di garanzie dovrebbe impedire, e su questo è calato il silenzio.
I numeri, e quello che non viene pubblicato
I numeri sono l'unica cosa che non si schiera. Domenica 18 ottobre a Milano sono state portate in questura 271 persone: 220 minorenni e circa 60 stranieri. Sulle due giornate i fermati sono stati 343, e il ministro ha dato due cifre che misurano cose diverse. Da dove venivano: milanesi 2 su 10, gli altri 8 da fuori città. Che passaporto avevano: stranieri 2 su 10, quindi 8 su 10 cittadini italiani, in maggioranza nati all'estero o nati qui da famiglie di origine straniera, parole di Matteo Salvini.
Nel 2025 i minorenni denunciati o arrestati sono stati 39.600, il 34% in più rispetto al 2019, mentre i reati denunciati nel loro complesso sono calati dell'1,8%. A Desio i carabinieri hanno identificato un sedicenne originario del Marocco, ripreso con in testa il berretto strappato a un carabiniere. Il più giovane di tutti è un bambino marocchino di 12 anni, seconda media alla Barona: non è imputabile, e il suo nome non va scritto.
Ed è qui che casca tutto. Quei 60 sono i non cittadini: i figli di immigrati nati in Italia e diventati italiani stanno nella colonna degli italiani, e quanti fossero in quella piazza non lo ha pubblicato nessuno. Lo Stato conosce la cittadinanza dei fermati e non racconta la loro provenienza, e su quel buco campano sia chi parla di disagio giovanile sia chi parla di progetto politico.
Il governo ha messo in campo un decreto in 8 articoli: un reato nuovo punito da 2 a 5 anni, la flagranza differita, le sanzioni ai genitori e 500 militari a Milano fino alla fine dell'anno. Il Quirinale, prima di firmare, ha fatto cadere la norma che avrebbe dato ai soldati poteri di polizia giudiziaria, e ha chiesto un'analisi intelligente e approfondita su quelli che ha chiamato soggetti inediti.
La domanda nasce dai fatti e non dalle opinioni. Lo Stato ha mandato 500 soldati in una città, ha scritto un reato nuovo in 3 giorni e ha evocato la revoca della cittadinanza. Non ha ancora pubblicato l'unico dato che servirebbe a capire chi c'era davvero in quella piazza.
Fonti
- ANSA, «Domani la richiesta di convalida del fermo per Youssef Siher», 25 ottobre 2026
- QuiBrescia, «Movimento 17 ottobre, svolta all'alba: indagata la moglie di Youssef Siher», 25 ottobre 2026
- Il Tempo, «Youssef Siher, domani la richiesta di convalida del fermo. Indagini sui suoi dispositivi», 25 ottobre 2026
- Sky TG24, «Proteste a Milano, fermato Youssef Siher. È ideatore del Movimento 17 ottobre», 25 ottobre 2026
- Il Giorno, «Chi è Youssef Siher, la mente del movimento 17 Ottobre», 24 ottobre 2026
- Senato della Repubblica, Dossier n. 240, legislatura 19, articolo 9 (Revoca della cittadinanza), sull'articolo 10-bis della legge 91 del 1992
- Il Sole 24 Ore, «Così un gruppo di estrema destra ha diffuso su Telegram i nomi dei capi del movimento 17 ottobre», 24 ottobre 2026
- Il Sole 24 Ore, «Oltre 150 perquisizioni in Lombardia per i disordini di sabato. Indagata la mente del movimento 17 ottobre», 24 ottobre 2026
- Giornale di Brescia, «Movimento 17 ottobre, chi è Youssef Siher: indagato per istigazione con aggravante terrorismo», 24 ottobre 2026
- Il Messaggero, «Cortei, quasi 5mila identificati nelle piazze italiane», 24 ottobre 2026
- Il Tempo, «Antagonismo, islamismo e proPal. Il vero volto di Youssef Siher», 24 ottobre 2026
- ANSA, «Scontri Milano: il più giovane identificato ha 11 anni. Piantedosi: nessuna evidenza che fossero manipolati», 21 ottobre 2026
- Il Fatto Quotidiano, «Saccheggi Milano, identificati due minorenni: uno ha 11 anni», 21 ottobre 2026
- Corriere della Sera, sul profilo del bambino della Barona, 21 ottobre 2026
- ANSA, «Mattarella ha firmato il decreto sicurezza», 22 ottobre 2026
- Gazzetta del Sud, «Nuovo decreto sicurezza: l'altolà di Mattarella sulla previsione di dare poteri giudiziari ai militari», 20 ottobre 2026
- Gazzetta del Sud, «Scontri a Milano, Mattarella: ogni violenza è inaccettabile», 19 ottobre 2026
- ANSA, «Criminalità in calo dell'1,8%, Milano è la città con più denunce», 12 ottobre 2026
- Libero, prima pagina ed editoriale di Alessandro Sallusti, 25 ottobre 2026
Il fermo di Youssef Siher è stato disposto nella tarda serata del 24 ottobre 2026: alla pubblicazione di questa pagina la richiesta di convalida era annunciata e l'udienza non si era ancora tenuta. Sull'età del più giovane identificato le fonti hanno riportato prima 11 e poi 12 anni: qui valgono i 12 anni dichiarati dai genitori, e l'origine è quella marocchina della famiglia, non quella palestinese scritta da una parte della stampa. I reati contestati sono riportati con formulazioni diverse dalle varie testate, e la qualificazione definitiva si leggerà negli atti. Il numero dei feriti fra le forze dell'ordine varia da fonte a fonte.
