Franco Zanghì

Analisi, cronaca e politica internazionale

Cronaca  ·  23 ottobre 2026

Scossa di magnitudo 5.5 al largo delle Eolie, allerta maremoto poi revocata

Immagine generata con l'intelligenza artificiale: è una rappresentazione della vicenda, non una fotografia del fatto.

Il terremoto delle 12.19, a 9 chilometri di profondità a nord-ovest di Alicudi, è stato avvertito da Palermo a Catania: scuole svuotate, gente in strada, nessun danno a persone. È l'episodio più forte di una sequenza cominciata martedì sera.

di Franco Zanghì

Alle 12.19 di venerdì 23 ottobre una scossa di terremoto di magnitudo 5.5 è stata registrata nel Tirreno meridionale, in mare, a nord-ovest di Alicudi e a 9 chilometri di profondità. L'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia aveva diffuso una prima stima di magnitudo locale 5.0; l'aggiornamento delle 13.11 della sala sismica di Roma ha portato il dato a magnitudo momento 5.5, con epicentro a 38.79 di latitudine e 14.17 di longitudine. Il sisma è stato avvertito in buona parte della Sicilia, da Palermo a Catania, nel Messinese e fino a Trapani.

Alicudi è l'isola più lontana delle Eolie: poco più di cento residenti, nessuna strada per le automobili, le cose che si portano su a spalla o a dorso di mulo. A quell'ora, lì e a Filicudi, la gente è uscita di casa ed è rimasta in strada, e gli studenti sono stati fatti uscire dalle aule. È stato segnalato il distacco di materiale da un costone, e un altro distacco a ovest di Lipari. La protezione civile comunale di Lipari e i comuni di Salina hanno avviato le verifiche, anche con i carabinieri, e al momento non risultano danni di rilievo.

Nove scosse sopra magnitudo 3 in meno di tre ore

La scossa non è arrivata da sola, ed è questa la parte che conta. Fra le 10.02 e le 12.55, nella stessa area, l'Ingv ha registrato 9 scosse di magnitudo superiore a 3: una 3.9 alle 10.02, una 3.3 alle 11.04, una 4.3 alle 11.51, una 3.6 alle 11.56, poi la 5.5 delle 12.19, seguita da una 4.0 alle 12.24 e da altri tre eventi fra 3.0 e 3.3. Nell'arco della giornata se ne contano una quindicina nella stessa zona, dopo la decina di giovedì. La sequenza era cominciata martedì sera, con una scossa di magnitudo 3.8 alle 23.38, e in tutto, secondo l'Ingv, nell'ultima settimana nel Tirreno meridionale si sono registrate almeno 60 scosse.

C'è un dettaglio tecnico che spiega perché si sia sentita così bene. Nel basso Tirreno i terremoti sono di solito profondi, anche 300 chilometri sotto la superficie, e per questo arrivano attutiti. Gli ipocentri di questa sequenza stanno invece fra 9 e 32 chilometri: a parità di energia, un terremoto superficiale si sente molto di più. Secondo Mimmo Palano, docente di sismologia all'università di Palermo, lo sciame si concentra a circa 25 chilometri a nord-ovest di Alicudi, in una fascia fra Ustica e le Eolie soggetta a compressione tettonica, e può proseguire per ore con scosse più piccole.

L'allerta maremoto è scattata da sola, poi è stata revocata

Dopo la scossa delle 12.19 il sistema di allertamento nazionale per i maremoti generati da sisma ha diramato un'allerta di livello arancione per le zone costiere esposte. È il livello che precede il rosso, il più alto previsto, e non è una decisione presa da qualcuno al telefono: scatta in automatico quando in mare avviene un terremoto di magnitudo pari o superiore a 5.5. L'allerta è rientrata circa un'ora dopo, su tutti i tratti costieri del Tirreno meridionale, comprese le coste calabresi dove l'avviso era di livello verde. «Non abbiamo rilevato variazioni nel livello del mare, non c'è stato maremoto», ha spiegato Salvatore Stramondo, direttore del dipartimento Terremoti dell'Ingv, che inquadra la scossa dentro una sequenza ancora in corso.

Il dirigente generale del dipartimento regionale della protezione civile, Salvo Cocina, ha disposto l'immediato stato di allerta e la «pronta operatività» dei comuni e delle strutture operative, chiedendo verifiche sugli edifici pubblici e sulle infrastrutture più esposte e il presidio della costa, «in considerazione delle repliche già registrate e della possibilità di ulteriori scosse». Cocina è in contatto con il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, e con i prefetti di Palermo e Messina, dove sono stati convocati i centri coordinamento soccorsi.

A terra la giornata si è fermata per un'ora. A Palermo sono state evacuate diverse scuole, fra cui una sede del liceo Margherita, con trecento fra studenti e docenti radunati davanti alla Cattedrale, e l'università ha sospeso le lezioni pomeridiane; per qualche minuto il centralino dei vigili del fuoco è rimasto intasato dalle chiamate. A Trapani è stato fatto uscire tutto il personale dal palazzo di giustizia. Il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, ha chiesto di non uscire in mare.

Quello che resta da verificare

Oggi la macchina ha funzionato: l'allerta è partita da sola, i comuni sono stati avvisati, le scuole sono state svuotate senza che nessuno si facesse male. Va riconosciuto. Però l'epicentro era in mare, davanti a isole dove l'unica via d'uscita è un traghetto, e quando il mare è grosso il traghetto non parte.

Un messaggio sul telefono arriva in un secondo, ma non porta nessuno da nessuna parte. Quello che porta via la gente è un piano di evacuazione scritto, provato, con i punti di raccolta che tutti conoscono a memoria. Oggi non è servito. La domanda da farsi, nei prossimi giorni, è se ad Alicudi, a Filicudi, a Salina e a Lipari quel piano esista davvero, e se qualcuno lo abbia mai provato.

Fonti

  1. Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, sala sismica di Roma, dati della sequenza e aggiornamento della magnitudo delle 13.11 del 23 ottobre 2026
  2. Dipartimento regionale della Protezione civile della Regione Siciliana, comunicazione urgente del dirigente generale Salvo Cocina, 23 ottobre 2026
  3. Ansa, «Paura per scosse di terremoto in Sicilia, scuole e uffici evacuati», 23 ottobre 2026
  4. Ansa, «Sequenza sismica al largo della Sicilia, 60 terremoti in una settimana», con le dichiarazioni di Salvatore Stramondo dell'Ingv, 23 ottobre 2026
  5. Giornale di Sicilia, «Dopo le forti scosse sospesa la didattica all'Università di Palermo. Revocata l'allerta maremoto», 23 ottobre 2026
  6. La Sicilia, «In Sicilia scatta l'allerta tsunami arancione dopo il forte terremoto a largo delle Eolie», 23 ottobre 2026
  7. PalermoToday, «Terremoto a Palermo, forte scossa avvertita dalla popolazione», con le dichiarazioni di Mimmo Palano, 23 ottobre 2026
  8. Open, «Sciame sismico al largo di Palermo, evacuate scuole e uffici», 23 ottobre 2026
  9. Gazzetta del Sud, «Terremoto al largo delle Eolie, scossa di magnitudo 3.7 nel Tirreno», 22 ottobre 2026, per l'avvio della sequenza
  10. StrettoWeb, revoca dell'avviso di livello verde sulla costa calabrese, 23 ottobre 2026

La sequenza è in corso alla data di pubblicazione. Il valore di magnitudo 5.5 è quello rivisto dall'Ingv alle 13.11 del 23 ottobre 2026 e può essere ancora aggiornato; le verifiche sugli edifici pubblici e sulle infrastrutture sono in corso e il bilancio senza danni a persone è provvisorio.